Agenda dei poeti 2011

10 febbraio 2011

MATTINO SUL MARE <BR>A MIRELLA

Sulla riva del mare
le mie orme al mattino
hanno un segno profondo.
Se mi volgo a guardare,
le vedo svanire, ali schiuse,
a schiere su alti picchi.
Vanno alle prime fonti,
pure forme,
sul limbo delle cose,
verso il gioco
divino dell’Aurora,
d’auree mani,
fulgente.
Illuso gaudio,
da cui strapiomba il Tempo
alle avverse fortune,
che il destino dispensa
d’un ghigno indifferente.
Melodia
di flauti inabissati,
quante volte si deve
a questa voce nascere,
al Piacere che chiama,
ma sono attimi brevi,
desideri sopiti,
come questo momento,
dagli aperti
vestiboli del cielo,
piove luce d’oro.
Lampi di fiori,
ad uno ad uno, in coro.
Seme che scende al suolo,
sopra il letto
di piume:
respira mite il mare
di onde effimere.
Spettro informe la terra dorme, ancora.
Ignota voce d’angelo sussurra:
“Chi sei tu, derelitto?
Raffrena il tuo andare”.
Misura del reale
è intorno il mare,
che si unisce col cielo.
Tutto è vaga parvenza;
mai nulla è dato intatto;
mai nulla puoi fermare.
La sabbia che calpesti
è un tramestio
sepolto di granelli
che tu non puoi contare …
La stanza degli Dei sta in alto,
in alto, irraggiungibile!
(Ma io non sono qui a coglier rose,
tenere viole, i crochi o fiordalisi.
Non cerco erba odorosa,
letto su cui giacere.
I vezzi delle ninfe sono assenti!)
Cerco solo la strada
che mi sorrise un tempo;
l’amore che faceva ogni mio passo,
alla vita, fedele.
Forse sono blasfemo!
E sacra è l’ora.
Al lieve sciabordio,
sommesso canto,
ci riconosciamo
(sospeso ogni rimpianto e l’avventura),
figli d’unico cielo;
nell’azzurro che avvampa,
in cui ripara, illeso
come a una meta … meta!...
ogni vestigio umano:
il tutto, il nulla …
poi sconfina.


Domenico Gilio – Ariccia (RM)