Agenda dei poeti 2009

15 dicembre 2009

L’IMMORTALE

Sembra stupito,
osserva, vorrebbe annotare,
rituale, movimenti,
prova fastidio:
l’essere immoto, cereo, freddo,
girato, rigirato,
svelte le mani del becchino,
senza emozioni,
senza esitare,
l’opera concludono.
Chiusi gli occhi,
sigillati i fori,
incrociate le braccia,
un rosario fra le mani,
cristiano era,
forse, chissà.
Seduto, in alto,
prova fastidio,
prova fastidio,
ad altro deve pensare.
Cammina impettito,
si sente superiore,
quei poveracci intorno,
esseri anonimi,
privi di personalità,
automi,
tutti uguali,
fatti solo per essere guidati,
sfruttati,
non possono capire,
non possono scalare vette.
Aspirazioni?
Inesistenti.
E se fossero?
Che importa, lui domina,
sa come evolve il sistema,
come gestire il potere,
nefandezze,
menzogne,
spregiudicatezza,
cinismo,
la corazza è forte,
resiste impavida,
sempre lucente,
sempre inalterata.
Il denaro copioso,
onorificenze, riconoscimenti,
rispetto, stima:
all’uomo?
All’immagine che produce,
all’onnipotenza,
all’eternità!
E’ strano,
come assomiglia,
l’oggetto che non respira,
cereo, freddo, steso supino,
le braccia incrociate,
sul petto:
prova fastidio,
non capisce,
ma prova fastidio.
Fuori declina il giorno,
la luce piano, piano,
scompare,
tutto più indistinto,
più sfumato,
l’umanità, al rifugio amico,
si concede,
nuovi moderni antri,
per allontanar le tenebre,
per cercar affetti.
Lui non capisce,
che è finita, per sempre,
la breve avventura,
e il successo,
il grande nome,
sulle macerie morali,
costruito,
giace li’,
nell’oggetto cereo, freddo,
gli occhi chiusi,
le braccia incrociate,
sul petto.


Roberto Bramani Araldi - Milano