Edizione curata da OTMA2.
Ho scritto un libro di poesie intitolato
Questo Amore che parla della Memoria dell’Olocausto, un modo per dare voce a
chi non c’è più.
Le poesie parlano d’amore, quell’amore
infinito che ci innalza verso Dio e ci rende consapevoli della nostra natura
umana. Attraverso il dramma vissuto ho cercato di ripercorrere la Shoah con le
emozioni: quando guardiamo il cielo, quando siamo assorti nella natura, quando
camminiamo sotto la pioggia, quando sentiamo il rumore del vento, quando
accarezziamo il volo di una farfalla o ascoltiamo il canto muto di un usignolo.
Ecco, ho cercato di mettere su tela, come
un quadro, la natura che ci racconta la Shoah. La memoria della Shoah è il mio
interlocutore, dove mi rispecchio nei sentimenti più angoscianti quando mi
riferisco al sentiero delle rondini che non possono più volare in un cielo
senza stelle. Gli occhi sono diventati vuoti a guardare l’orrore dei cadaveri e
delle macerie attorno alla vita; alla felicità di un bacio prima della guerra che rappresenta l’amore verso la vita. Ma, ho voluto dare anche un senso di speranza,
quella che non tramonta mai nel freddo dell’indifferenza attraverso i colori
dell’arcobaleno, la libertà di volare come una farfalla verso valli dove il
sole accende ogni nostro entusiasmo spento dal buio dei campi di sterminio.
L’uomo immerso nella natura,
rappresentato dall’aggressore come un vascello senza rotta, si accorge di
portare la croce della sconfitta ma anche della rinascita in Dio, grazie alla
vittoria sul male.